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Santiago de Compostela
Via Franchigena
Maggio 2007



 

Questo è il breve racconto di un altrettanto breve viaggio che Dama Angelica ha avuto occasione di intraprendere sul finire del mese di maggio….

…. La domenica volgeva ormai al termine. Era già trascorsa l’ora del vespro e la piccola compagnia si accingeva a lasciare il borgo. Preso congedo da famigliari, compagne ed amici, Dama Angelica, Daniele il “Druido”, Andrea (che fu un giorno Sire Amrod) e Federico (che indossò i panni di Nain, figlio di Train, nano delle montagne nella terra delle quattro stirpi) iniziarono il loro viaggio verso ovest per raggiungere la Galizia, porta dell’Atlantico, terra di celti e di cristiani, mèta agognata dai pellegrini fin dai secoli dell’Evo di Mezzo….Lo scopo del viaggio era quello di compiere una veloce ricognizione sulla via sud orientale che porta alla città dove la leggenda vuole che riposi il corpo di San Giacomo apostolo: un gruppo di giovani pellegrini si recherà laggiù infatti, nei prossimi mesi estivi per compiere un percorso millenario che a migliaia fra uomini e donne hanno fino ad oggi rinnovato. 4 voli in tre giorni: Bergamo- Londra, Londra -Santiago e viceversa. Una notte trascorsa all’aerostazione di Stansted, addormentati (chi più che meno) sopra letti improvvisati; l’arrivo in Galizia, le prime ore del lunedì, sotto un cielo gonfio di nubi e di acqua, attraverso contrade battute da un vento freddo e sferzante, con un abbigliamento un po’ improprio, lo stomaco in protesta per la fame, gli occhi in lotta contro il sonno. Nessuno, a parte Daniele il Druido, avrebbe guidato, perché Dama Angelica per la fretta aveva dimenticato la patente a casa, e Federico e Andrea erano fuori quota causa età…. Alla fine della prima giornata, dopo aver visitato rifugi per pellegrini nascosti nel contado, costruiti con legno e con pietra o albergati in antichi monasteri, fra il silenzio di chiostri e di piccoli villaggi,  la sera la piccola compagnia raggiungeva la capitale, Santiago, Santa e Dotta, con la sua Cattedrale e l’antica Università, con le grandi piazze e le vetuste strade percorse da ragazzi e viandanti. In Galizia il sole si addormenta tardi e alle 10:00 della sera è tempo di andare a cena. Ma dama Angelica e Daniele il Druido si abbandonano al sonno ristoratore. Il giorno successivo si riparte alla volta di capo Finisterre, là dove il “cammino” termina, di fronte all’Oceano che cela lontano, dietro l’orizzonte, le coste del Nuovo Mondo. E sul luogo roccioso che scendeva verso il mare di questo promontorio battuto dal vento, in una giornata beneficata dal sole e dal cielo sgombro di nuvole, Dama Angelica sentì un’emozione nascerle nel cuore: perché da simili sponde potevano essere un tempo partiti gli ultimi Elfi per raggiungere le spiagge benedette di Aman. Come gli hobbit quel lontano giorno di settembre all’inizio della quarta era, Dama Angelica fissò i confini del mare e immaginò le bianche rive che attesero Frodo dopo il suo ultimo viaggio. Se i Porti Grigi fossero davvero esistiti, avrebbero potuto davvero trovar dimora a Finisterre….Tornati a Santiago, dopo un fugace pasto preso all’aperto, tentando di difendersi dal vento furioso, fu la volta di visitare la città: la Cattedrale, perfetto connubio di stili artistici diversi, tanto ricca quanto semplice ed essenziale, e la tomba di San Giacomo, celata nella cripta e in direzione della Porta Santa;  qualche negozio di souvenir, la cena in un localino tradizionale che metteva in mostra cosce di cervo… un caffè in un bar italiano e il ritorno ai propri letti. Il giorno seguente, la trafila degli aeroporti, con perquisizioni accurate, l’ultimo schifoso caffè così lontano dal made in Italy tanto gustoso, due boccate di erba pipa nella smoking area e l’atterraggio a Bergamo giusto in tempo per volare di nuovo a casa a guardare la finale di Coppa dei Campioni….

Angelica Millbancks