| Mondadori
Junior
Festival
Verona
29 aprile 2006
La cosa più
importante la dico subito, giacché coloro che leggono saranno terribilmente in ansia:
Elia non cera. Chi c'era eravamo: io, Déorwine, Arta, Galdor e Angelica, indefessi
seguaci della arti e le lettere!
La giornata faceva
abbastanza schifo. Quando ci siamo trovati alle 15:00 davanti alla Gran Guardia c'era il
sole, ma faceva un freddo cane, per essere quasi maggio.
Cera molta
gente, ma non quanta me ne sarei forse aspettata. Lanno scorso avevo visitato la
prima edizione del Mondatori Junior Festival sempre di sabato, e mi sembrava ci fosse
molta più gente. Certo, il tempo era diverso. E certo, lahhno scorso al festa
era solo dentro la Gran Guardia. Questanno era coinvolto tutto il centro storico, e
Piazza Bra sembrava la sede di una fiera medioevale, con padiglioni colorati sparsi
ovunque, e ragazzini festanti in ogni dove (ho visto un sacco di scolaresche).
Abbiamo tentato di
vedere un duello, in un piccolo ring approntato sulla piazza, ma i combattenti battevano
la fiacca, non so se per le lunghe ore già trascorse a battersi, o se per una certa
inclinazione naturale, e così alla fine abbiamo deciso di non sprecare il poco tempo che
avevamo e di recarci alla tenda dove facevano le letture per i ragazzi.
Quella per i
bambini grandicelli era proprio sotto i Portoni Borsari. Si trattava di un semplice gazebo
bianco, tappezzato di rosso e con diversi cuscini rossi sparsi attorno, una sedia per il
lettore, un cesto stracolmo di libri ai suoi piedi ed altri libri accatastati alle pareti.
Semplice ma accogliente.
Quando noi siamo
arrivati non c'era nessuno, tranne una ragazza con la maglietta rossa e la targhetta dello
'staff' e un signore che chiacchieravamo. Non capivamo se ci sarebbero state letture o no,
così alla fine mi sono avvicinata e ho chiesto: "Le fate, le letture? E' qui?"
I due si sono
guardati e la ragazza fa al signore: "Che fai?"
Lui dice: "Ma
non ci sono bambini"
Allora io gli
dico: "Beh, noi non siamo bambini, però siamo cinque!"
Lui tentenna un
po', ma alla fine fa: "Va bene, dai, venite! Però vi dovete sedere sui cuscini, eh!
Io non leggo con voi in piedi!"
Così ci siamo
tutti seduto sui cuscini intorno a lui. Ci ha chiesto chi eravamo, e noi gli abbiamo detto
che siamo un'associazione culturale dedicata a Tolkien e che le letture ci interessano in
modo particolare perché anche a noi piacerebbe farle per i ragazzi. Lui ci pensa un po'
su e poi sceglie uno stralcio de "La cattura",
un nuovo titolo Mondadori Junior Fantasy, una storia ambientata in un mondo di rapaci
notturni.
Mi piace come
legge, in modo partecipe e sentito, ma non ha che cominciato, che alza gli occhi e guarda
oltre le nostre spalle.
"Oddio,
arrivano i bambini," ci dice. "Non posso leggere questa storia a bambini così
piccoli, loro ne vogliono una dall'inizio alla fine."
Noi gli diciamo
che non c'è problema se vuole cambiare. Intanto alcuni bambini si siedono accanto a noi
e, appena la storia dei rapaci arriva ad un punto conclusivo, noi ci alziamo e lasciamo il
posto ai bambini. Se ne radunano un bel po', dopo pochi minuti.
Rimaniamo in piedi
ali margini del gazebo e ascoltiamo anche noi la storia de "Il mangiasogni" ed è anche più carina
dell'altra. Il signore quasi recita, fa le voci, muove le mani. Mi è molto piaciuto. Alla
fine si ferma un po' con noi e Angelica si ricorda di averlo già incontrato ad un corso
per bibliotecari (tanto per confermare che il mondo non è affatto grande!). Ci dà
qualche consiglio, e quando si avvicinano altri bambini noi togliamo il disturbo.
Del resto sono
quasi le 17:00 e vogliamo esserci all'incontro con Licia Troisi... specialmente Déorwine,
che ha ben QUATTRO libri da farsi autografare (compreso quello che gli abbiamo appena
regalato per il suo compleanno). Ma mi par di capire che, a parte Angelica, siamo tutti
forniti di materia prima autografabile!
Mentre torniamo
alla Gran Guardia c'è ancora il sole, ma la giornata si sta corrucciando. L'incontro è
sotto il porticato, dalla parte più vicina a Palazzo Barbieri. Ci tocca sorbirci in piedi
ben 20 minuti dell'incontro precedete, dedicato ai giochi di parole, mentre arriva sempre
più gente con libri di Licia Troisi in mano.
Poi alla fine,
arriva anche lei, e noi quasi ci gettiamo sulle poche sedie per accaparrarci un posto. Fa
anche freddino, il sole ormai se n'è andato.
Non è la prima
volta che partecipo ad un incontro con un autore, e mi duole dire che questo non è stato
uno dei più entusiasmanti. Sebbene mi renda conto quasi subito che più che un incontro
è un vero e proprio messaggio promozionale per il libro appena uscito
il che è un po diverso. Trovo.
Non si parla di
nulla tranne che di parte della trama del nuovo libro e di qualche accenno ai precedenti.
Ci sono molte domande, specie da parte dei ragazzi, ma la velocità con cui la Troisi
risponde, mi suggerisce che siano sempre le stesse che le vengono fatte: come inventi una
storia, dove trovi lei idee, come gestisci un personaggio. In effetti sono le stesse che
ho già sentito a varia altri incontri. Il che vuol dire che anche le risposte sono le
stesse che ho già sentito, del resto uno mica se lo può inventare, il mestiere di
scrittore!
Da uno dei
pochissimi scrittori italiani di fantasy attualmente pubblicati, mi sarei forse aspettata
qualche parola in più spesa sul fare fantasy in Italia, ma devo ammettere che forse la
platea non è di quelle che favoriscono un discorso del genere: si tratta di adolescenti,
in gran parte, pieni di domande (e questo è bello), ma quasi tutte molto concrete e
legate alla storia (come ti è venuta questidea, come ti è venuta questaltra.
Cosa fai quando scrivi, come mai questo personaggio si comporta così. Non è che non
vadano bene, beninteso, ma certo non vivacizzano un dialogo a due direzioni)
Lincontro
dura più o meno unoretta, dopo abbiamo fatto un po' di coda per farci fare tutti
gli autografi (tranne Angelica, che causa un compleanno, è dovuta fuggire prima della
fine), e a quel punto la giornata è già finita. Il sole è sparito, il cielo è grigio,
tira un vento gelido... scena apocalittica finnale, insomma. Così, dopo un'ultima
chiacchierata, ci diamo appuntamento alla prossima.
Celebcùen
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