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Hobbiton XIII
San Daniele del Friuli (Udine)
2 - 3
settembre 2006



Diario
di Monica "Galdor" Marchesini
 

E arrivò così il 2 settembre del 2006. Alle ore 6,00 del mattino per me suonò la sveglia. Il tempo di una doccia veloce, niente colazione, non c’è tempo e poi la gioia di stare tra amici, fa si che provi un po’ di agitazione con la conseguente chiusura dello stomaco.  Ci aspetta un lungo viaggio di circa 250 chilometri che, ahimè! il buon Calenardhon è costretto a sobbarcarsi. Povero Roberto!Anche se dichiara di non sentirne il peso, comunque 250 chilometri non sono certo pochi. Ma è un Rohirrim e la fatica non lo spaventa. Ci si ritrova in primis a casa del prode Deorwine, da lì con la Rohirrimmobile, si arriva al casello autostradale aspettando altri due prodi cavalieri o gentil dame, e cioè Angelica e Celebcùen. Arrivate le gentil dame e ci si appresta a partire, ma …ops! manca una spada. Un prode cavaliere senza spada? Giammai! Si ritorna quindi a casa di Deowine per recuperarla  e poi via alla volta di S. Daniele del Friuli dove là ci attendono 2 giorni di evasione dalla cruda realtà.

Il viaggio si dimostra, anche se lungo, sereno e allegro. Si parla di molte cose, tra le quali le assenze di alcuni di noi  e cioè del nostro prode cavaliere Artachende, bloccato a Verona per lavoro  e del nostro araldo Morwinyon da parecchi mesi nella meravigliosa Irlanda. Si ascoltano magnifiche musiche tratte dalla colonna sonora di Braveheart, musiche degli Era, dei Lingalad (facendomi molto felice), e continuando a chiacchierare  e a fare progetti per il futuro di piccola Associazione Culturale. Progetti meravigliosi e importanti che si spera di riuscire a realizzare.

Arrivati a destinazione, dopo aver fatto una breve pausa per un caffè lungo la strada, si sale nelle stanze per posare i bagagli e per darci una breve rinfrescata. Dopo poco, raggiunti da Roberto  cavaliere di  Gondor, ci si avvicina al luogo festoso dove là ci si ritrova con altri graditi amici.   Nel pomeriggio poi, dopo pranzo, si è pensato di onorare Tolkien e le sue opere rientrando in albergo per poterci mettere in costume e vivere appieno la magica atmosfera. Angelica e Celebcùen da dame di Rohan, Deorwine da temibile Nazgul , Calenardhon da cavaliere di Rohan e la sottoscritta da elfo. (che strano! Io non ho proprio nulla dell’elfo, mi sarei vista meglio come magnifico hobbit. ;=) )

E’ tutto un mondo di luci, colori, suoni, voci e risate gioiose. Si trovano molti stand, tre dei quali per me molto graditi. Quello dello STI dove ci si trovano molti libri, e gadget, I Costumi di Arda, dove la bravissima e paziente Daniela posa per le foto degli appassionati indossando il costume di Lord Elrond prima e da Legolas poi; e poi stand con armi, monili, e ancora abiti tutt’intorno, il palco della Rocca e poi, musica, danze…..chissà se anche gli altri componenti della “mia famiglia” hanno provato le stesse mie sensazioni !

Continuiamo a passeggiare tra le bancarelle decidendo cosa prendere per i consueti “pensierini” e regali di compleanno futuri. Di lì a poco sarebbe iniziato il concerto dei Lingalad con le loro splendide note e versi pieni di amore per la natura  e  per  la Terra di Mezzo. Ciò che mi ha reso ancor più felice è stata l’opportunità di poter “rubare loro” degli autografi per i 4 cd, di poter  parlare con Giuseppe Festa che ho scoperto essere una persona stupenda e alla mano.

Dopo cena si ritorna poi per le letture al Salone del Fuoco  e nel frattempo si riesce a sentire   la gioia e l’allegria delle  musiche irlandesi..  Ma per me e Roby incomincia ad arrivare la stanchezza dopo poco e nel Salone del Fuoco ancora le letture non iniziano. Si pensa quindi di rientrare pensando che l’indomani sarà un'altra magnifica giornata.

E così è…..giro delle bancarelle con i regolari acquisti e da parte mia anche il rinnovo dell’iscrizione allo STI.  Sarah si trova nella sala conferenze per ritirare il premio di li a poco raggiunta da  Luigi e Roberto per la conferenza tenuta da Giuseppe Festa con il titolo “Tolkien : una via magica per sviluppare i sentimenti per la terra”.  Dopo pranzo ci si ritrova nel “mondo fatato” della Rocca del Castello per la passeggiata e per seguire, poco dopo al secondo concerto dei Lingalad., e a seguire musica e danze irlandesi. Che gioia poterli vedere ballare, sembra che per loro la vita sia solo allegria e gioia e così vengo contagiata pure da loro, e d’altra parte non poteva essere diversamente, mi conosco bene. Terminati gli spettacoli ci si avvicina all’accampamento dove poco più il là una dama sfida il cavaliere di Sauron…chissà chi vincerà…..ma purtroppo, per noi giunge il momento di lasciare la festosa compagnia….abbiamo un lungo viaggio da sostenere e così, con il pianto nel cuore si abbandona quel posto magnifico che è S. Daniele del Friuli con la sua magia, le sue grida gioiose.  Ma…….

Diamo un arrivederci al prossimo anno agli amici e alla magia di Hobbiton.

 
 

Il Salone del Fuoco
di Sarah "Celebcùen" Zama
 

Per me questa è la terza volta ad  Hobbiton….e devo forse dire, con n certo rammarico, la meno stimolante, sebbene per la prima volta possa trovarmi là con tutto il mio gruppo…o quasi.

Una cosa mi ha subito colpita e non certo favorevolmente: S. Daniele sembra vuota. La prima volta che sono stata qui due anni fa tutto il paese era  Hobbiton, si trovava gente in costume dovunque, alla rocca, dove c’erano tutti gli stando, quasi non si passava per la calca. Questa volta alla rocca c’è spazio a sufficienza per tutti e se ti viene l’idea di andare in giro per la piazza, in costume, come abbiamo fatto noi, la gente si gira a guardarti in modo strano e il commento più garbato è che sei un attore che ha appena finito una recita. Uhmm….

Alla rocca, però, l’atmosfera è carina e accogliente come al solito. Ci sono gli stands, ci sono gli amici da vedere e salutare,e  ci sono gli spettacoli la sera. E’ bello trovarsi là con i miei compagni di ventura, in un ambiente che ci è congeniale, ma che raramente riusciamo a trovare altrove.

Ci sarebbero anche varie conferenze interessanti, ma per un motivo o per l’altro non riusciamo ad assisterne a nemmeno una. Peccato!

La sera tutti noi Rohirrim entriamo in fibrillazione per un avvenimento che aspettiamo da lungo tempo. Io sono l’unica che ha già visto il Salone del Fuoco, due anni fa, e ne sono rimasta così favorevolmente colpita, che non ho fatto altro che cantarne le lodi agli altri, la cui curiosità è andata crescendo con il tempo. L’idea stessa mi sembrava così bella:condividere le nostre letture preferite, declamandole, come usava fare nei tempi antichi, ricreando l’atmosfera magica che solo la voce di un cantastorie può evocare. Così alle 23:00 in punto, come da programma, io, Deowine, Galdor, Calenardhon, Angelica e Roberto di Osgiliath(cioè tutti noi!) prendiamo il nostro posto a sedere sulle scalinate del “teatro” e aspettiamo fiduciosi che qualcosa succeda, insieme ad una decina di altri speranzosi affecionados.

Per un bel po’ non succede nulla. Si sente la musica del concerto irlandese di sotto, allegra e vivace, ma nel teatro non si vede nessuno che accenda i fuochi, nessuno che prepari nulla. Si avvicina pian piano mezzanotte, e ancora niente. Alcune delle persone che attendono con noi, se ne vanno. Anche Calenardhon e Galdor alla mezzanotte e mezza cedono. Noi che restiamo, lo facciamo solo per testardaggine: è un’ora e mezza che aspettiamo. Di certo il Salone sta per iniziare, è stupido andarcene proprio ora, no? Deowine, suggerisce di rimanere fino all’una, ma se per allora non inizia, ce ne andiamo. Attorno a noi, altre persone si lamentano. Gente che è già stata ad  Hobbiton e al Salone recrimina in maniera piuttosto arrabbiata, perché non era mai successo che il Salone del Fuoco cominciasse così tardi. All’una non è ancora successo nulla, ma poco dopo il concerto nell’area sottostante finisce. Non si vede ancora movimento nel teatro, ma noi ci diciamo che di certo inizierà fra poco. Oramai caschiamo tutti dal sonno (la levataccia alle 5:00 della mattina si fa indubbiamente sentire), ma che senso ha andarsene adesso, dopo aver aspettato due ore? Rimaniamo almeno per sentire le prime letture.

Circa all’una e un quarto cominciano ad accendere i fuochi e finalmente alla mezza iniziano le letture. Riusciamo a sentirne alcune, tutte tratte dalle opere di Tolkien, e ci piacerebbe molto sentirne altre. Ma domani ci attende il viaggio di ritorno e non possiamo restare ancora. Con rammarico, ce ne torniamo in albergo, dove finalmente ci infiliamo a letto alle due e mezza.

Il giorno dopo è un'altra giornata di stands e di amici, di concerti e di conferenze che non riusciamo a sentire. Circa alle 18:00 decidiamo di partire e in macchina siamo tutti un po’ zombie, sebbene pieni di idee e di impressioni.

E’ stata per me una Hobbiton diversa. Sono molto felice di esserci andata, perché dà sempre la possibilità di incontrare gente, di salutare amici lontani che raramente hai occasione di vedere, di intrecciare nuove amicizie e collaborazioni. Eppure mi ha lasciato un po’ la tristezza nel cuore; la Hobbiton frizzante e vivace di due anni fa è molto lontana.


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