Rohirrim-web4.jpg (35944 byte)


Tasti.jpg (1365 byte)

Tasti2.jpg (1503 byte)

Tasti3.jpg (1604 byte)

Tasti4.jpg (1387 byte)

Tasti5.jpg (1354 byte)

Tasti6.jpg (1505 byte)

Tasti7.jpg (1351 byte)

Tasti8.jpg (1420 byte)

 

Capitolo 9

Un viaggio decisivo

Angela Wagner

bandiera-Gran-Bretagna.jpg (1400 byte)

Traduzione Susanna Riccardi


 

Nei giorni che seguirono il funerale del Re, Nereniel cercò di trovare nel suo cuore la strada per il suo futuro. Era una ricerca resa difficile dal senso di vuoto che provava, unitamente al dolore per la perdita, ma quando ne comprese   l’importanza, per sé e per il regno, iniziò anche a capire il motivo per cui i suoi due compagni l’avevano accompagnata nel suo viaggio. Lord Legolas Verdefoglia e Lord Gimli delle Caverne Scintillanti non l’avevano solo aiutata nei suo studio dei canti della Terra di Mezzo: gli ultimi due eroi della Guerra dell’Anello avevano sfruttato l’occasione per visitare, e dare l’addio, a quelle regioni della Terra di Mezzo che erano state la loro casa da così tanti anni da essere inconcepibili per la Razza Umana.

Presa dai suoi pensieri, la giovane ricordò allora le parole di Baccadoro e dei canti sulla Dimora degli Elfi che aveva eseguito tanto spesso e comprese che Legolas e Gimli avrebbero presto lasciato la Terra di Mezzo. Si diceva che i due stessero preparando un vascello, ma ella non sapeva dove si sarebbero potuti dirigere. Dentro di lei, Nereniel era stupita di voler conoscere questa destinazione e anche dal crescente desiderio di accompagnarli: non vedeva alcun futuro per sé a Minas Tirith e nemmeno nell’intero Regno di Gondor.

La fanciulla non sapeva però a chi rivolgersi. Non poteva andare direttamente da Legolas o Gimli e né chiedere consiglio alla sua saggia nonna, ormai scomparsa. Non credeva nemmeno che sua madre avrebbe risposto alle sue domande, per quanto Naeleth e lei fossero ora vicine. Perciò, anche se era in lutto, l’unica a cui rivolgersi era la Regina Arwen, che Nereniel era certa, si sarebbe dimostrata saggia e comprensiva.

Nereniel si recò quindi alla corte di Gondor per incontrare la Regina appena divenuta vedova, ma quando giunse a chiedere udienza le risposero che Arwen Stella del Vespro si era chiusa in isolamento e non riceveva nessuno. Una delle dame della Regina, che aveva fatto amicizia con la giovane durante il periodo in cui era stata a palazzo, le riferì che probabilmente la sovrana avrebbe lasciato presto Minas Tirith, forse per Lothlorien. Nereniel pregò la donna di vedere la Regina Arwen e questa, mossa a compassione, presentò la sua richiesta. Alla fine, dopo aver atteso per quello che sembrava un tempo lunghissimo, la fanciulla ricevette un messaggio da Arwen: “Le nostre strade si sono incrociate diverse volte e ancora torneremo a camminare insieme.” Diceva l’appunto. “Ma adesso ognuna di noi deve compiere il proprio viaggio. Io conosco la mia meta mentre tu devi ancora decidere quale sarà la tua. Ovunque ti recherai, però, l’amore e la speranza del regno ti accompagneranno sempre.”

Nereniel tornò tristemente a casa, non sapendo cosa fare. Si sedette a meditare alla finestra quando il vento cambiò direzione, giungendo da sud-ovest e portando con sé un profumo che raramente la giovane aveva notato, e che coloro che avevano disceso le rive dell’Anduin chiamavano brezza marina. Nereniel non aveva mai visto il grande mare, ne aveva solo sentito parlare nelle canzoni e nei racconti, ma adesso provava qualcosa di molto simile al desiderio, qualcosa di cui sapeva poco, agitarsi nel suo intimo. Ed era qualcosa in relazione ai pensieri che faceva quando guardava verso oriente e Ithilien da quella stessa finestra.

Dopo averci riflettuto a lungo, Nereniel giunse ad una deisione. Chiese a sua madre il permesso di andare a trovare Legolas e Gimli ancora una volta, così si decise che avrebbe viaggiato di nuovo in compagnia di Larelian. Le due donne partirono per Ithilien e quando vi giunsero furono ben accolte dai due amici. Ma Nereniel riuscì a percepire un senso di distacco in loro e, quando ne chiese il motivo, i due ammisero infine di essere pronti a lasciare la Terra di Mezzo.

“Lord Legolas, Lord Gimli,” la fanciulla si rivolse loro con sentimento. “vi scongiuro con tutto il cuore, trovate un posto per me nel vostro viaggio e permettetemi di accompagnarvi. Non costituirò un fardello per voi, lo dovreste sapere. Ho imparato tutti i canti e ho eseguito le lamentazioni funebri e adesso penso di non avere più un luogo né una ragione per rimanere in queste terre. Siete stati entrambi gentili e mi avete mostrato cose meravigliose. Per favore, consentitemi di accompagnarvi per vedere altri posti della Terra di Mezzo.”

Sia a Legolas che a Gimli dispiacque dover rinunciare ad una così piacevole compagna di viaggio come Nereniel. Capivano il motivo della sua tristezza, avendo sentito le notizie dal Regno di Rohan, ma sapevano anche che l’ora della fanciulla doveva ancora arrivare, che il suo destino dovesse compiersi tra molti anni a venire.

“Carissima Nereniel,” le disse Legos con affetto sincero. “pochi sono ammessi nel luogo in cui siamo diretti. Capiamo i tuoi sentimenti e il tuo dolore, ma il tuo posto è tra la tua gente. Hai mostrato ai popoli di queste regioni cosa sia la tristezza della Terra di Mezzo, ora devi condividere con loro la felicità che pure ne fa parte.”

“Ma come posso condividere la felicità quando io stessa non capisco più né riesco a provare cosa sia?”

“Questo è qualcosa che devi trovare con le tue forze e deve provenire dal tuo cuore. Secondo le istruzioni della Regina Arwen, il viaggio delle scorse settimane è servito a mostrarti gran parte della Terra di Mezzo e a farti comprendere sia la gioia che la tristezza, così che quando si fosse presentato il momento, tu potessi condividere entrambe con gli altri. La sofferenza sta già cominciando lentamente a finire e quando verrà il tempo della letizia questo Regno avrà estremamente bisogno di te. Per questo, anche se con grande tristezza, non possiamo permetterti di unirti a noi. E, per quanto sia doloroso da dire, sarebbe più opportuno dirsi addio adesso, così che tu possa tornare a casa e noi prepararci a partire.”

I compagni si separarono piangendo e questo rattristò ancora di più Nereniel. Ma la giovane era anche poco soddisfatta e quando rientrò a casa, non sapendo dove altro andare, si rivolse alla madre, supplicandola di scoprire cosa i due amici stessero facendo. La donna, con grande sorpresa della fanciulla, ammise di conoscere alcuni tra gli Elfi di Ithilien, perciò il giorno seguente partì per andare a trovarli. Al suo ritorno, Naeleth provò in tutti i modi a convincere la figlia di non sollevare più l’argomento, ma Nereniel la assillò fino a quando la donna non le rivelò dove si trovava il vascello di Legolas e Gimli e il momento in cui i due avevano deciso di partire.

Nereniel riferì alla madre che desiderava dare l’addio ai suoi due amici e che sarebbe partita per un viaggio di breve durata, perciò si recò di nuovo ad Ithilien. Dal momento che si stava facendo tardi, la giovane disse alla famiglia nella quale sarebbe dovuta rimanere per la sua permanenza in città di non preoccuparsi per lei che sarebbe rientrata a Minas Tirith. Invece, nella tarda serata della vigilia della partenza degli amici, si recò al molo e senza pensarci salì a bordo del vascello, dove si nascose, intrufolandosi in un angolo, in attesa del mattino. L’imbarcazione a vela costruita per i due era grande abbastanza per traversare l’oceano, avendo un ponte di notevoli dimensioni, un piccolo magazzino sotto la prua e una stanza leggermente più grande per dormire sotto la poppa. Nereniel trovò posto dietro diverse casse nel magazzino.

Il giorno seguente, prima dell’alba, Legolas e Gimli salirono a bordo e partirono da Ithilien con la clandestina mentre Nereniel, che era rimasta a lungo sveglia e preoccupata per la loro reazione, ancora dormiva. Si svegliò per il lieve dondolio del vascello e si rese conto di essere in movimento lungo la corrente del fiume. Indecisa sul da farsi, la fanciulla rimase nascosta, ma poté comunque osservare l’esterno da un piccolo foro sulla parete. Sbirciando, notò le colline e le montagne di Ered Nimrais retrocedere per la distanza mentre da un lato, in lontananza, si notavano i campi e le pianure di Lebinnin. Al giungere della sera, la nave sfilò vicino una città di notevoli dimensioni, che Nereniel suppose essere Pelargir.

Quando calò la notte, Nereniel si addormentò di nuovo, mentre la nave proseguiva la via lungo l’Anduin. Il mattino dopo, il vascello giunse all’Ether Anduin, la Foce dell’Anduin, e ben presto prese il largo, iniziando a veleggiare verso occidente, sulle onde dell’oceano. Intanto Nereniel continuava a rimanere nascosta, uscendo dal suo cantuccio raramente, per prelevare pochi bocconi di cibo. Una volta udì anche Gimli accusare dei furti i topi della nave e ciò la spaventò, benché non ne avesse mai visto uno.

La prima sera sull’oceano, le acque si calmarono e il vento cadde. Nereniel iniziava ad essere seriamente preoccupata perché il vascello si spingeva ulteriormente verso mari ignoti. Il suo sonno, quella notte, fu piuttosto agitato.

 

© 2004 Angela Wagner

 


freccia-sinistra.jpg (1008 byte)    Tasti9.jpg (1560 byte)    freccia-destra.jpg (992 byte)