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Capitolo 11
Un canto
di gioia
Angela Wagner

Traduzione Susanna
Riccardi
Approdato
nella Terra di Mezzo, il pescatore aiutò Nereniel a raggiungere il piccolo villaggio dove
una coppia che lo conosceva si prese cura della ragazza. I due laiutarono a
rivestirsi, la sfamarono e infine la accompagnarono in una città vicina, nella regione di
Harlindon. Da quel momento in poi, la coppia ebbe la benedizione di una buona salute,
lunga vita e una famiglia amorevole.
Al
suo arrivo in città, Nereniel si stupì di trovare persone che la conoscevano, perché
messaggeri del Re di Gondor e Arnor avevano attraversato la regione alla sua ricerca.
I
preparativi per il rientro della fanciulla a Gondor furono sbrigati in fretta e così
Nereniel partì, sotto la scorta delle guardie del Re. Sulla strada, si unì al gruppo il
Principe Theodran e il giovane chiese perdono a Nereniel per non essere stato presente a
Minas Tirith. I due parlarono a lungo ed ella gli raccontò del suo viaggio. Ma, benché
il Principe ascoltasse con attenzione, la fanciulla comprese che pur essendo, un istruito
membro della famiglia reale, il giovane aveva poca fiducia nellesistenza dei Valar e
del Reame Benedetto, come quasi tutti gli Uomini. Theodran era comunque felice per il suo
ritorno e quando lui le prese la mano e la guardò profondamente negli occhi, Nereniel
provò un fremito. Il giovane le riferì anche di aver respinto il matrimonio combinato
dai suoi genitori perché aveva già trovato il vero amore. Nereniel aveva desiderato a
lungo udire quelle parole e così Theodran si dichiarò.
Mettendosi
in ginocchio, il Principe si rivolse alla fanciulla con sguardo implorante.
Nereniel. Non voglio più separarmi da te. Ti chiedo quindi di concedermi la tua
mano e di diventare mia moglie.
Per
quanto Nereniel avesse desiderato udire quelle parole, i tanti eventi degli ultimi giorni
lavevano lasciata nel bisogno di riflettere a lungo sullaccaduto. Confusa,
perché non voleva che Theodran pensasse che lei non lo amava, la giovane cercò di
accettare, pur lasciandosi ancora tempo per comprendere la propria stessa natura. Così,
Nereniel promise di dargli risposta in qualche giorno, subito dopo aver ritrovato la
propria famiglia e Theodran accettò il ritardo, comprendendo il suo desiderio di tornare
a casa.
Nei
giorni seguenti, durante il viaggio attraverso Rohan, il Principe, che presto sarebbe
stato nominato Gran Maresciallo della RIDDERMARK, mostrò orgoglioso la regione orientale.
Lì, i due avrebbero stabilito la loro residenza, in una grande tenuta di campagna a
qualche distanza da Edoras. Allora, Nereniel chiese al giovane cosa ne sarebbe stato delle
sue canzoni e lui, guardando la terra con approvazione, le rispose che la Signora della
RIDDERMARK avrebbe avuto a disposizione i migliori cantori e menestrelli per il suo
divertimento.
Nereniel
rifletté a lungo su questo e su altri argomenti mentre proseguivano, finché il gruppo
non arrivò a Gondor. Tutto le appariva familiare, mentre si avvicinava alla città. Venne
a sapere di essere mancata solo poche settimane, per il tempo trascorso sui due vascelli e
il tragitto sulla Terra di Mezzo, mentre a lei parvero mesi, se non addirittura anni.
La
famiglia e gli amici della giovane furono felicissimi nellapprendere del suo ritorno
e si stupirono tutti della storia che ella raccontò. Molti di loro, però, la
considerarono un semplice miraggio: la donna e le voci non erano altro, per essi, che gli
effetti di una tragica esperienza. Tutti presupponevano, infatti, che Nereniel fosse stata
trascinata su unisola di cui non si conosceva bene la posizione ed ella non fece
niente per convincerli del contrario e si limitava a rallegrarsi di essere tornata.
Perciò, si lasciò abbracciare con piacere dai suoi genitori.
Più
tardi, la giovane, si avvicinò a sua madre e insieme le due parlarono di molte cose,
compreso Orodril, il vero padre di Nereniel. Dopo questo, entrambe furono in grado di
comprendersi e di esprimere meglio lamore e il rispetto che ognuna provava per
laltra. La giovane continuò a rispettare il marito di Naeleth, lunico padre
che lei avesse mai conosciuto e amato, pur se, da quel momento, anche Orodril trovò un
posto nel suo cuore.
Ancora,
Nereniel aveva una decisione da prendere. Pensò a lungo sulla proposta di Theodran, pur
stupendosi del perché ci stesse perdendo così tanto tempo. Durante quelle riflessioni,
Baragon chiese di vederla, dal momento che era stato molto in pena per lei. Nereniel
scoprì di provare ancora tenerezza per il giovane, un sentimento che, con sua sorpresa,
si intensificò quando lo vide. La fanciulla rimase stupida anche quando, raccontando di
nuovo la sua storia, egli le credette senza alcun dubbio. E non perché volesse
assecondarla bensì perché lamava di un amore in cui tutto è accettato come vero.
Tuttavia, quando udì del suo incontro con il Principe, Baragon si rese conto di quale
sarebbe stata la scelta della fanciulla e tristemente se ne andò.
Quando
il giovane se ne andò, Nereniel cominciò a prendere atto che il senso di vuoto nella sua
anima era iniziato nel momento in cui, per la prima volta, aveva raccontato a Baragon
delle attenzioni di Theodran. La fanciulla si rese anche conto che solo pochi istanti
prima, il ragazzo aveva condiviso le sue stesse sensazioni al racconto del viaggio e il
suo volto aveva mostrato i medesimi segni di gioia e disperazione che lei aveva provato.
Nereniel vide ora il giovane sotto una nuova luce e, esaminando nel suo cuore tutti gli
eventi degli ultimi mesi, raggiunse una decisione
sorprendendosi quando comprese che
essa era sempre stata dentro di lei, senza che lei lo sapesse.
Così,
la fanciulla inviò un messaggio al Principe, in cui esprimeva leterno affetto che
provava per lui e tutta la gratitudine per essere stato presente nel momento di maggiore
difficoltà. E in cui, in definitiva, la giovane rifiutava la sua proposta. Poi Nereniel
cercò Baragon e gli riferì la sua scelta. I due si fissarono negli occhi come solo
coloro a cui importa luno dellaltro fanno e i loro cuori si colmarono di
reciproco amore. Con il loro abbraccio, terminò il lungo cammino di Nereniel la Luminosa,
così come ebbero fine le cose che doveva ancora apprendere.
Ma
il tempo di Nereniel era appena iniziato.
Il
Re, informato del ritorno della fanciulla, si rallegrò perché, benché il periodo del
lutto fosse terminato, la tristezza era ancora presente visto che la Regina Arwen e anche
Legolas e Gimli se ne erano andati. Così, appena Nereniel si fu riposata, il sovrano
indisse una grande festività per lintero paese, chiedendo alla giovane di eseguire
alcune delle sue più piacevoli e gioiose canzoni.
Durante
i festeggiamenti, Nereniel si presentò davanti le genti della Terra di Mezzo, il cui
cuore era divenuto freddo per la tristezza. La festa si teneva presso LAlbero Bianco
di Gondor, ora pienamente in boccio per la primavera che era giunta su tutta la regione.
Lì, vicino allimperituro simbolo del Regno, la fanciulla iniziò a cantare. Le
prime canzoni erano quelle più familiari e coloro che le ascoltavano cominciarono a
sentirsi sollevati, trovando piacevole quel momento di conforto e felicità. Tutti si
stupirono, notando che la voce di Nereniel pareva più incantevole e affascinante di
prima, se questo era possibile.
In
seguito, la fanciulla eseguì le canzoni degli Elfi e dei Nani, degli Ent e degli Hobbit e
di tutte le regioni e i luoghi della Terra di Mezzo che aveva visitato. Di nuovo, i
presenti si sentirono felici in un modo fino che pochi avrebbero ritenuto possibile pochi
giorni prima.
Infine
Nereniel la Luminosa, Col-Gliriel, la Fanciulla dal Canto Aureo, iniziò a cantare la
Musica degli Ainur e degli Eldar che aveva udito e appreso sullIsola di Meneltarma.
Anche se si trattava di una pallida eco, la gente della Terra di Mezzo rimase ammutolita
dalla bellezza e maestosità, dal timore reverenziale e dallincanto che risvegliava
e che permeava la Musica stessa. E mentre il pubblico ascoltava, sembrò che il suolo e
laria e tutte le cose, viventi e non, fossero imbevute di quella Musica.
La
canzone che la giovane eseguì parlava della terra, del cielo e del mare, di come ella
aveva udito i gentili corsi dacqua e dei grandi alberi. Comunicava la furia
delloceano e lo splendore delle semplici rocce e pietre che aveva sperimentato.
Parlava ancora di quando la fanciulla aveva udito la chiamata della morte e aveva visto la
maestosità di un luogo oltre il tempo e la morte stessa. In fine, ella cantò di un amore
che aveva trovato, perso e trovato di nuovo.
E
tutti coloro che ludirono quel canto si sentirono come se avessero vissuto di
persona tutte quelle esperienze meravigliose.
Così,
anche se le genti della Terra di Mezzo erano un po tristi per la conclusione di
unEra, avevano la consapevolezza di aver potuto intravedere, pur solo per poco, il
Reame Benedetto. Una visione, in realtà, della Gioia eterna, Gioia oltre le mura del
mondo, una Gioia più intensa e benedetta di ogni dolore che avessero mai sopportato.
E
nel cuore di una terra vuota, in una città silenziosa nel lontano nord, lultima dei
partecipanti alla Guerra dellAnello, pur se con un ruolo minore, a percorrere la
Terra di Mezzo udì la Musica e da quel momento il suo animo si rasserenò.
Nereniel
la Luminosa visse una lunga vita, più lunga di molti altri, e fu amata e rispettata dagli
abitanti della Terra di Mezzo. Con Baragon, suo marito, ebbe figli bellissimi ed ella
insegnò loro, e ai loro figli e oltre, le canzoni che conosceva così che la Musica poté
essere ancora ascoltata.
E
lEtà dOro di Gondor e Arnor e dellAlbero Bianco continuò a prosperare.
Così
termina la storia di Nereniel la Luminosa.
FINE
© 2004 Angela
Wagner

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