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EGLI E' CADUTO
Heather Divoky

Traduzione di Sarah Zama
E
pericoloso.
Luomo si voltò e la vide cammina risolutamente verso di lui, una semplice contadina
che osava parlargli a quel modo. Ma questa ragazza era qualcosa di più... molto di più
di quel che sembrava. Lui, del resto, lo poteva vedere bene.
Sei già stato perdonato. Non rovinare tutto. Le azioni sono imperdonabili, ma anche
i pensieri sono pericolosi. E la tua ultima occasione.
Egli decise di stare al gioco.
E cosa ne sai tu di queste cose, contadina? Chi stai cercando di imitare?
Esitò, vedendo lespressione tormentata sul viso di lei. Verseresti davvero
anche solo una lacrima, se potessi vedere quali sono i miei pensieri? Era più
facile essere sprezzante se fronteggiava il proprio nemico quando questi non mostrava la
propria grandezza e si nascondeva invece agli occhi mortali dietro una maschera di stracci
e sporcizia. La sporcizia ti dona.
Una improvvisa folata di vento spazzò il piccolo cortile che si stava svuotando. Doveva
fargli ricordare qualcosa, quel vento, ma egli non intese. Un sole rosso navigava verso
lorizzonte, Elenna si preparava al proprio sonno. La ragazza si voltò da quella
parte per guardare la scomparsa di Arien e il silenzio fu rotto dalle sue parole:
Stai dimenticando qualè il tuo posto, Maiar.
Luomo sorrise, scacciando quel dettaglio insignificante con un gesto della mano.
Perché sei venuta qui, Fui. Speri forse nella redenzione? Hai forse qualche
speranza per questa terra, qualche speranza per me?
Forse. O forse voglio darti unultima possibilità, vedere se questa è davvero
la tua scelta ultima.
Lo è.
E una scelta di sventura, allora.
E una scelta giusta. Perché rifiutare la vostra terra a uomini buoni e
giusti, per tesoreggiarla voi e gli elfi?
Lei lo guardò dritto in viso, impassibile, perché solo adesso ella capiva le sue
intenzioni. Il vento tornò, una brezza disillusa stavolta, che attraversò languidamente
il cortile ormai vuoto, risplendente sotto la luce della luna.
Caduto, ella bisbigliò infine, tristemente, distogliendo lo sguardo.
Luomo si allontanò, un ghigno maligno sul viso.
Innalzato. Io minnalzerò. Farò quello che nessuno né tu, né gli
altri uccelli dal cuore tenere nessuno tranne Melkor può fare. Diverrò il più
potente e la Terra di Mezzo sarà mia. Allalba di domani ordinerò al Re di far vela
verso Valinor e la vittoria sarà mia.
Tornò a voltarsi, leccitazione sul suo viso, ma lei era scomparsa.
Per la prima volta un dubbio gli attraversò la mente.
*
* *
Il
mattino arrivò veloce come un lupo affamato. Non bello e radioso, ma irriverente e
mortifero. Alluomo parve che Arien fosse un cattivo presagio tutto per lui. Ciò che
era accaduto la notte prima, lungi dal dissolversi nalla sua mente, pulsava come un
avvertimento.
Le stanze del Re si aprivano di fronte a lui, i consiglieri, dispersi fra i vari fuochi,
parevano vecchi orsi impagliati... ed era questo che erano realmente diventati. Che
orgoglio sapere che era lui quello che ora deteneva il vero potere, che tutti costoro non
erano che pedine nella piccola scacchiera della sua partita. Tutti... specie luomo
nellangolo più lontano.
Il Re.
Mio signore. Come vi sentite questa mattina?
Abbastanza bene, dire, per un morente.
Mi sembrate amareggiato, se posso ardire di dirlo.
Tu non puoi capire. Non potrai mai capire, sussurrò piano il vecchio,
lombra di ciò che un tempo era stato. Il biondo si poteva ancora intuire fra i suoi
capelli, che però ora erano di un grigio spento.
Il Maiar annuì, ammettendo una delle poche volte che lavrebbe mai fatto
il proprio errore. Ed è per questo che sono venuto a parlarti, mio signore.
Sei vecchio e stanco. I Valar ti rifiutano qualcosa... qualcosa che meriti... La
voce gli morì in gola quando notò, solo pochi passi discosta, lei.
Era abbigliata riccamente, ma anche così non era che uno spettro della sua vera
magnificenza.
Posso, mio Signore?
*
* *
Sei
ancora qui.
Sì.
Perché? Già sai cosa intendo fare.
E sappiamo tutti quanto sei astuto.
Egli sogghignò, e la superbia trasformò il suo viso avvenente in qualcosa di contorto e
vile.
Dovreste. Ma, Signora, ti assicuro che non cè nulla da scoprire, qui. A meno,
ovviamente, che tu non sia venuta per... un motivo diverso. Aveva infine osato
insinuarlo. Era questo il punto di non ritorno. Saremmo grandi insieme, noi due. Non
avrei nemmeno più bisogno di questi piccoli, stupidi uomini. E possibile. Noi
possiamo avere tutto.
Oh, mio Maiar ingenuo... ella disse piano. Tu avresti tutto,
me inclusa. Lo guardò dritto negli occhi, unombra di disgusto e dolore le
palpitò sul viso. Si voltò e se nandò, unombra che scivolava nella stanze
del Re, così silenziosa e trasparente che nemmeno il Re, nemmeno i suoi orsacchiotti
intenti a gustare la sesta portata della loro colazione, si accorse di quel palpito di
sublime che fluttuò fra loro.
Luomo la guardò, finché scomparve alla vista, e dopo continuò a fissare nel
vuoto, immoto, lontano.
Devo seguirla? La vece alle sue spalle era fredda, calcolatrice, una melodia
alle sue orecchie. Egli si voltò per guardare la seduttrice, i cui occhi di ghiaccio,
stranamente, tradivano il desiderio di compiacerlo. Luomo rise sommessamente,
giocondo con un ricciolo dei magnifici capelli scuri di lei. Puoi provare,
Thuringwethil, ma non sperare di riuscirci. Lei è troppo veloce per te, anche in quella
magnifica forma di mammifero.
I pipistrelli sono più veloci di quanto pensi.
Più veloci della luce dolorosa di una stella? Non credo. Ma vai, finché sei in
tempo, mia dolce vampira.
Thuringwethil si mosse per andarsene, il viso terribile uno specchio di frustrazione. Ma
poi si fermò, come se un raggio di Vana lavesse colpita, e si girò verso
luomo. Il tuo cuore
il tuo
cuore
la desidera
Vattene! egli sibilò, sopraffatto dalla rabbia. Il Re e i suoi uomini
alzarono gli occhi, sorpresi dal suo scatto, ma rifuggirono dalla nera figura della
seduttrice, che scappò via. A caccia di una preda impossibile.
Riacquistando padronanza di sé, egli si volse di nuovo al Re, pronto infine a rivelargli
quella che era una condanna che avrebbe getto quella terra nel fondo delle viscere di
Arda.
*
* *
Sauron
ha fatto la sua scelta.
Ne sei certa?
Nessuno era nel piccolo cortile, tranne il vento, che sembrava trasportare il ricordo di
speranze deluse, e un uccello dal blu regale, che parlava al dolce essere in lacrime. Essa
alzò gli occhi verso lOccaso e annuì tristemente.
Allora torna a casa. Egli si occuperà di lui.
Ella guardò incontro al vento e capì.
Ma molti moriranno
che ne sarà di quegli innocenti?
Il vento soffiò appena più aspro, deciso, ma ancora calmo. Luccello rimase
immobile, quindi disse, risoluto: Non discutere il Suo operato. Egli
vede ogni cosa e proteggerà coloro che salveranno il futuro. Elenna scomparirà ma la
Terra di Mezzo rimarrà. Piangi per Elenna e sappi che non è ancora tempo di piangere per
la Terra di Mezzo.
Ella allora capì. Verrò quando Tillion sarà alto nel cielo.
Luccello guardò verso di lei in modo interrogativo, ma poi volò via. Il Saggio
sapeva quando era meglio fermarsi. Sapeva che molto cera stato tra Fui e Sauron, ma
sapeva anche che lei aveva ormai rinunciato a quel Maiar testardo e orgoglioso. Allora
perché restare?
Ella rimase ancora un poco a ricordare ciò che un tempo Sauron era stato.
Per molte ere, per un tempo immemorabile, il nome di Sauron non aveva evocato sentimenti
di paura e disgusto, se veniva pronunciato. Egli era stato un grande oratore, un saggio
oratore, e lei lo sapeva
lo conosceva bene. Ma lorgoglio era la sua rovina, e
per questo era caduto, promettendo tutto su false basi e non ottenendo niente alla fine.
Almeno niente di ciò che voleva. La memoria di lei vagò fra gli innumerevoli ricordi
legati a lui, ricordi di un tempo passato, quando erano amici. Era così triste sapere che
egli era caduto nellinganno di Melkor, ma del resto, lei non ne era davvero
sorpresa.
Il sole tramontò e la luna iniziò la sua caccia senza speranza. Il suo compito era
finito. Silenziosamente, ella lasciò cadere le sue forme umane una ad una, fino a
rivelare la sua vera, sublime natura. E, piangendo, tornò verso Valinor.
*
* *
Egli
stava ad una finestra, guardando verso lOccaso. Questa è la mia scelta,
Nienna, sussurrò, in parte a sé stesso. Quando tornerò a Valinor, tu sarai
la prima che cercherò, la prima che domerò. Sogghignò malignamente, senza sapere
che già mentre questi pensieri gli attraversavano la mente, la condanna di Numenor era
già decisa. Era solo una questione di tempo.
©
Heather Divoky 2004 |