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Rita
Marta Massaro, poetessa.
Energetica scrittura colma di particolari
naturali che in un graduale crescendo di
emozioni, con profonda dolcezza e naturalezza si
versano liquefatti direttamente nell'anima, per
apparire in una nuova liquescenza nello spirito
di chi legge, isolati e filtrati come fiori
dalla quale nascono spontanei nuovi frutti che
riescono a nutrirci e a sostenerci empiendo di
cure ineffabili il cuore, per poi rimetterci
rimescolati dalle sue carezzevoli parole al
ciclo illimitato della vita
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Tiziano
Micci, sociologo. Commento al romanzo Radici
di sabbia. Un romanzo musicale dove il
giallo diventa improvvisamente dominante nello
spettro dei suoi colori. Con questo stile di
scrittura ho potuto finalmente riappropriarmi di
un po' di quel tempo che mi era stato sottratto
dall'attuale cultura, figlia della rivoluzione
industriale, e dall'avvento delle tecnologie
evolute. Da quando, cioè, la parola
"essenziale" ha permeato tutte le
azioni della nostra vita facendoci perdere la
cognizione del nostro essere. Posso consigliare
la lettura di Radici di sabbia a chi ha la
necessità di riprendere contatto con se stesso,
nella speranza di riacquistare il senso di
valori ben lontani dal "tutto e subito.
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Adbke (tratto dal sito letterario http://freeweb.lombardiacom.it/fox33).
Ragazzi miei, che dire? Dopo anni e anni in cui
quasi ci si doveva nascondere, finalmente noi
abitanti putativi della Terra di Mezzo possiamo
godere del più massimo interesse attorno alle
opere di Mastro Tolkien. E, nemmeno a farlo
apposta, mi ritrovo a poter suggerire a voi,
cari visitatori delle Aule di Moria, la lettura
di uno stupendo racconto. Sembra tratto dai
Racconti Perduti, questo stupendo Melkor
fabbro di tenebre della brava Federica Leva
(non a caso vincitrice del "Premio
Internazionale Tolkien" 1999). Lo ammetto:
dopo la lettura del titolo ero un po' perplesso.
La prima volta che ho letto il Silmarillion
avevo 13 anni, e, come per tutte le cose che
impariamo ad amare da piccoli, temevo che la
lettura di un racconto di questo tipo avrebbe
potuto incrinare il delicato equilibrio che
unisce il ricordo al sogno. Invece non è stato
così: già dalle prime righe ho dovuto
ricordare a me stesso che non stavo leggendo un
manoscritto di Tolkien, che so, da poco
rinvenuto, ma un racconto scritto da un'altra
persona. Non voglio dire che durante la lettura
si incappi in una scolastica copiatura moderna
dello stile tolkeniano, ma invece voglio
decantare l'incantevole equilibrio raggiunto
all'autrice nell'adattare una sensibilità
nordica per l'assonanza e l'anafora, propria
della prosa del Silmarillion, e la musicalità
innata dell'italiano. L'intreccio
del racconto è geniale, e va a colmare uno dei
vuoti più grandi lasciati nella struttura
dell'opera tolkeniana: certamente voluto, ma
turbante. Chi era Sauron? Sì, tutti sappiamo
che era un Maia, ma non sappiamo né da dove
viene, né perché, ad esempio, nutre una insana
passione per i Silmarilli. Ecco, leggete questo
racconto, e scoprirete che... Leggi il racconto
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Francesca,
giornalista, Napoli. Radici
di sabbia. Non
c'è laccio che fermi né catena che imprigioni
la musica di Patrick, giovane danese di elevata
sensibilità e di vita complessa.
Innamorato del suo ricchissimo e bellissimo
compagno di giochi; medico per volontà del
padre che lo ha, in realtà, abbandonato ancora
bambino, apparendo e scomparendo come una
meteora nella sua esistenza; orfano dell'adorata
madre; in cerca di identità per le strade ed i
deserti d'America; amante e presumibile compagno
di vita di una giovane e misteriosa ragazza che
abita le spiagge statunitensi; avventuroso
investigatore e accusatore di un bieco assassino
incontrato e scontrato quasi per caso.
Un'esistenza
non facile e ricca di colpi di scena,
accompagnato sempre e fondamentalmente dalle sue
adorate note.
Da
"Lezioni di piano" a "La leggenda
del pianista sull'Oceano" da "Amadeus"
a"Goodbye Mr. Holland", il
cinema ha sempre celebrato con giusto affetto ed
ammirazione gli amanti e di difensori della
musica.
Anche
Patrick vive per lei ed il suo lungo viaggio
interiore e per il mondo (Italia, Stati Uniti,
Danimarca, Messico), in compagnia degli spartiti
e delle sue mani, gli permetterà di ritrovare
le sue radici e la sua coscienza di uomo, che si
riveleranno molto più solidi di quanto lui
stesso avesse creduto o sperato.
Animato
da sacro fuoco e da tocco fatato, l'avventura di
Patrick si illumina ed assume le vesti di giallo
allorquando il protagonista si trova, suo
malgrado, ad aiutare l' amata, anch'ella alle
prese con un passato di difficile codificazione.
L'incontro
tra i due, offuscati, in definitiva, dalla
stessa difficoltà di vivere, porterà,
inevitabilmente, ad un amore tormentato ed a
tratti indefinito ma, tutto lascia presagire il
- a questo punto meritato- lieto fine.
Il
libro è ben scritto, ben congegnato ed
architettato, potrebbe essere interessante
trarne una sceneggiatura ma, forse, sarebbe
meglio evitare toni troppo compiaciuti. La
storia mi pare anche un po’ autobiografica e,
di sicuro, la musica eleva chi la pratica a
livelli superiori, ma forse è meglio non
lasciarlo trasparire in maniera esagerata, pena
l'accusa di voler fare un po’ troppo i primi
della classe.
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Isabella
Carcione, pianista. Radici di sabbia:
già il titolo ha catturato la mia attenzione
fin da subito per il contrasto dei
termini,simbolo l'uno di saldezza l'altro di
fragilità, contrasto in realtà apparente perché
sono poli che si attraggono e respingono fino
all'ultimo nell'animo del protagonista e in
fondo nel percorso di vita di ognuno di noi. Il
libro colpisce per la profonda caratterizzazione
dei personaggi e del sottile collegamento
interiore che li unisce: il complesso dissidio
interiore di Patrick, il binomio
maschile-femminile, le radici e la sabbia,
elementi che sono secondo il mio sentire
personificati da Hans e Jessica, quasi fossero
una proiezione dell'ego di Patrick.
Colpisce
anche il raffinato dosaggio di generi, dal
romanzo al giallo alla poesia al paranormale
tutti sapientemente combinati. Che
dire di più: è un libro che rinverdisce la
voglia di leggere e invoglia a rileggerlo più
volte; ancora complimenti!
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Alessandro
del Gaudio, scrittore.
Recensione comparsa su IL
FOGLIO LETTERARIO MESE SETTEMBRE 2003
Radici
di sabbia. Radici e Musica.
Il
suono di un pianoforte accompagna
l’infrangersi delle onde sulla battigia e
trasfigura il paesaggio e l’anima. Il
paesaggio è quello inimitabile della Sardegna,
l’anima è quella di due amici, Patrick e Hans.
Compagni di studi, inaspettatamente amanti,
uniti da un filo che nessuna distanza può
recidere.
Patrick
narra la sua vicenda da vero protagonista della
storia, conducendo l’interlocutore nel suo
viaggio tra Europa e California in cerca
dell’amore eterno come del senso della sua
esistenza. La sua vita non è mai priva di
passione e turbamenti, in parte per via delle
sue pulsioni omosessuali, in parte per colpa dei
suoi sogni premonitori, di difficile
interpretazione.
E
poi c’è Jessica, la vera rivelazione del
libro, non solo per i lettori ma anche per i
personaggi. Scoprire la sua storia, conoscere la
sua vera identità è un giallo nel giallo, una
ricerca senza sosta tra le righe di un racconto
già teso e incalzante come un allegretto, ma
allo stesso tempo leggero e soave come un
adagio.
Andante,
Allegretto, Largo, Animato con fuoco è il
sottotitolo di questo romanzo; Radici
di sabbia il titolo, azzeccato quanto
sofferto, come ha già avuto modo di dichiarare
la sua giovane autrice.
Federica
Leva è senz’altro un’autrice completa, un
purosangue della narrazione, perché alla sua
prima fatica letteraria dà prova di ottima
padronanza della lingua e indubbia conoscenza
dei temi trattati. Viene da domandarsi quanto ci
possa essere di autobiografico in questo
romanzo.
La
Leva è anche un’amante dell’arte in genere,
come la delicatezza del suo stile dà modo di
capire, nonché cantante lirica sposata con un
grande pianista. Da queste radici non possono
che nascere storie dalla “chioma folta e
rigogliosa”.
Radici
di sabbia, un libro scritto sul pentagramma.
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Giuria
del premio Valle Senio. I° Premio sezione
narrativa inedita, 2003. Si è molto apprezzato
il punto di vista adottato, che ha conferito al
racconto una dimensione totalmente intima e
progressiva, completamente coinvolgente. Lo
stile, volutamente paratattico, immediato e si
potrebbe dire "sensitivo"m, si è
adeguato pienamente allo svolgersi della trama,
senza cedimenti a quelli che sarebbero potuti
essere facili sentimentalismi. ne è derivata
una narrazione intensa, ben condotta e pertanto
riuscita nella sua piena efficacia comunicativa.
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Barbara
Frittoli, soprano lirico. Commento al
romanzo Radici di sabbia. Una storia
d'amore tenerissima che valica e annulla i
confini morali e porta con sé il lettore in
un'atmosfera di chiaro-scuri delicatamente
tinteggiata da federica Leva con l'aiuto di una
"colonna sonora d'eccezione".
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Virginia
Bernasconi, imprenditrice. Commento al
romanzo Radici di sabbia. Come si legge
in quarta di copertina, si tratta di una
narrazione che dura una notte, dal sorgere della
luna al fiorire dell’alba. E sulla spiaggia,
seduto ad un pianoforte bianco, un geniale
pianista suona, ripercorrendo sui tasti lo
spartito invisibile della propria vita. Sin
dalle prime pagine ho compreso d'essere dinanzi
ad una storia ben costruita, dove amore, musica
e mistero si confondevano armonicamente l'uno
nell'altro. E dopo aver avviato la lettura, non
sono più riuscita a pensare ad altro se non a
portarla a termine. La musica compare, certo, e
rivela una buona cultura da parte della
scrittrice; ma chiunque, anche il lettore meno
esperto potrebbe accostarsi con semplicità e
fiducia alle pagine musicali, poiché o stile è
elegante e scorrevole, e il pensiero non si
sofferma sulla tecnica più di quanto non sia
strettamente necessario. Assieme alla musica,
Amore e Mistero sono il motore trascinante della
vicenda, una vicenda semplice, eppure intricata,
che soltanto in ultimo, dopo una crescente
montata di tensione, svelerà la risoluzione
finale. Non appena ho aperto il libro, ho
scoperto che era diviso in tre parti. Ora so che
a ciascuna parte corrispondono i tre momenti
"spirituali" della vicenda. Ma
l'autrice ha aggiunto un sottotitolo che
richiama i quattro tempi di una suite, ed anche
questi possono essere attribuiti a quattro
momenti importanti della vicenda. Si tratta
quindi di un libro versatile, dove a volte
l'interpretazione del lettore domina su una
volontà che non impone, ma lascia libera la
fantasia di correre sulle note sulla musica o
sul tappeto del mare che fa da sfondo alla
vicenda.
Rita
V. (08-01-2007). Ho ricevuto questo libro in
regalo per Natale, e mai dono fu più gradito.
Il libro si apre con la prefazione di un grande
soprano lirico italiano, Barbara Frittoli, e già
questo mi aveva rallegrato, perché credo
nell’arte del nostro paese, qualunque sia la
sua forma espressiva, letteraria, pittorica o
musicale. Ho iniziato la lettura con curiosità,
era sera… e l’ho finita quella stessa notte,
incapace di lasciare quelle pagine così
coinvolgenti. Leggendo, pare di sentire suonare
Elenoire quel meraviglioso organo nelle grotte
sul mare (una figura onirica e splendida), si
vivono le sue emozioni, si impara a detestare il
marito e a perdonarlo sul finale (Come ne “Le
Nozze di Figaro” di Mozart, alla fine prevale
il perdono, che però non è né casuale né
gratuito). Mi è molto piaciuta la figura
dell’assassino, che spinge Elenoire a cercarsi
e a trovarsi nella sua arte, e quindi a
risvegliare l’amore del marito per lei. Ma il
personaggio che preferisco è Edgard, così
profondo e scanzonato, e seducente. Un romanzo
che sotto alcuni aspetti mi ha ricordato
“Oceano mare” di Baricco, per l’originalità
dei personaggi e la poesia evocativa dei
sentimenti e dei paesaggi. Lo stile è
raffinato, fluido e armonico, del tutto
personale e assolutamente perfetto. I personaggi
sono ben caratterizzati, e non scadono mai nella
banalità o nel “sentito dire”. Che altro
aggiungere, incantevole, e raccomandato a tutti
coloro che amano la musica, ma non solo. Una
nota divertente: Ho regalato una copia del
romanzo ad una vecchietta che abita in fondo
alla mia via, e le ho chiesto se le fosse
piaciuto: “Orco!”, ha risposto. Nel nostro
dialetto significa: “Eccome!”
Voto: 5 / 5
Tullio
(07-12-2006) Ho scoperto questa autrice per
caso, qualche anno fa, quando mi venne regalata
la sua opera prima: “Radici di sabbia”, un
romanzo che trattava d’amore, musica e
mistero. Non sono un lettore accanito, ma amo
per diletto la musica, e dopo tre giorni avevo
già terminato la lettura. Ne ero così
entusiasta che ho atteso con impazienza che
uscisse qualche altro romanzo della stessa
scrittrice. Quando è stato pubblicato
“Cantico sull’oceano” mi sono affrettato a
comprarlo. L’ho letto in due giorni,
nonostante gli impegni di lavoro, e ancora una
volta sono stato trasportato in un mondo onirico
e tuttavia reale, ho vissuto emozioni che
credevo d’aver dimenticato (non sono più un
ragazzino!) e altre che vorrei vivere.
Attraverso le parole vedevo immagini scorrermi
nella mente come le note di una sinfonia, o le
sequenze di un film. La scrittura è impregnata
di poesia, ma una poesia semplice, fluida, che
raggiunge il cuore come una carezza. È anche
stuzzicante l’atmosfera sensuale che serpeggia
ovunque, ma senza mai travalicare i limiti della
morale, rendendo il libro accessibile a quasi
tutte le età. Mi aspettavo che Elenoire
commettesse un peccatuccio (come la protagonista
di “Lezioni di piano”), ed invece… Lotta
contro il marito mantenendo intatti la sua
dignità e il suo onore. E il pittore cieco…
Se si girasse un film, mi candido per
interpretarlo! Ora sono in attesa di un’altra
uscita, di un altro libro che confermi il valore
dei precedenti. Spero che giunga presto!
Voto: 5 / 5
Celebcùen
(02-12-2006) E’ ambientata nel sud
della Francia alla fine dell’Ottocento, questa
storia d’amore e di musica, ma una Francia che
fa altrettanto parte del mondo reale che del
mondo del sogno. L’ambiente in cui la storia
si svolge, questo paesino fuori dal tempo e
dello spazio, dove i desideri si fanno di carne
e di sangue, è ciò che più mi ha intrigata,
insieme ad un’atmosfera ovattata, pregna della
musica che la storia evoca continuamente.
Un’atmosfera surreale (o forse meta-reale)
dove anche le cose più incredibili succedono, e
succedono in modo tanto naturale che il lettore
a stento si rende conto di quanto esse siano
fuori dall’ordinario. I personaggi, che pure
sono tutti verosimili, hanno però anche un loro
messaggio da trasmettere, e assumono così una
valenza simbolica, il che non va affatto a
discapito del loro godimento da parte del
lettore, ma anzi è un valore aggiunto. Il
linguaggio, ricercato, quasi lirico, fa da
perfetto contrappunto alla musica che trasuda da
ogni pagina. BELLO!
Voto: 5 / 5
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