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TOLKIEN E IL
SILMARILLION Federica Leva Quattro anni dopo la morte di J.R.R.Tolkien, il figlio
Christopher raccolse appunti e storie sparse su logori taccuini e le pubblicò in
ununica, corposa opera, che entrò nella leggenda come Il Silmarillion. Nato
più tardivamente rispetto ai romanzi più rinomati di Tolkien, raffigura una teologia
immaginaria da cui si diramano le radici narrative che offrono sostentamento a Il
Signore degli Anelli e alle altre vicende che ruotano attorno alla Terra di Mezzo. Non
è semplice inventare un intero disegno divino che non affondi nel noto Tolkien era
un profondo conoscitore delle usanze popolari e regali- e nel ridicolo, e Tolkien è
riuscito nella sua impresa con sottigliezza e abilità, intessendo trame complesse ma
scattanti che conducono il lettore verso le epoche e i personaggi già conosciuti
attraverso le più vecchie opere dellautore. Questo rotolo di storie nasce con il
canto divino dellIluvatar, il dio delluniverso, che ha il potere di creare il
mondo e suoi padroni, i Valar, menti fervide e immortali, ed illuminate di bontà e
intelligenza: Nel principio Eru, l'Uno, che nella
lingua elfica è detto Ilùvatar, creò gli Ainur dalla propria mente; e gli Ainur
intonarono una Grande Musica al suo cospetto. In tale Musica, il Mondo ebbe inizio,
poiché Ilùvatar rese visibile il canto agli Ainur, e costoro lo videro quale una luce
nelloscurità. . Ma l'Ombra si annida nella Luce, e
così come Lucifero preferì regnare allinferno piuttosto che servire in Cielo, il
Vala Melkor si ribella, e dal quel momento il poi l'universo non risuona più di armonia,
ma è incrinato da una dissonanza: il Male. È questo lo spunto poco originale ma
trattato con sveltezza e agilità - da cui si snoda una serie avvincente di storie che
mostra la decadenza del mondo fino ai giorni in cui si narrano le vicende più conosciute.
La grandezza di questopera si
fonda sullabilità con cui il materiale narrativo, di difficile impatto, viene
offerto al lettore trasfigurato in immagini e suoni evocativi che rendono la lettura
veloce e piacevole anche qualora assume toni aulici e meno accessibili di un comune
romanzo. La scelta dutilizzare un
linguaggio ricercato e impegnato non penalizza l'opera, tuttaltro, la esalta e la
valorizza, ma probabilmente scoraggia il lettore meno esperto e agguerrito che, dovendo
affrontare una lettura a prima vista insidiosa, può decidere di scartarla. Un grosso
errore, perché la narrativa di Tolkien non si ancora sulle parole, ma si arborizza in
suoni, colori e sensazioni che penetrano nella mente e nel cuore, creando una catena di
storie di cui il lettore si appropria quasi senza accorgersene. E che storie! Come non si
potrebbe sognare sulla creazione del sole e della luna, sulle vicende dei Valar e sui loro
canti? Come si potrebbe restare indifferenti ai sobbalzi dellimmaginazione, quando
la pagina suggerisce storie che magari resteranno celate per sempre? E chiunque abbia
letto e apprezzato una delle delle precedenti opere di Tolkien non potrà non frugare fra
le pagine cercando risposte a dubbi e curiosità che Tolkien ha voluto seminare qua e là,
per mantener desta la fedeltà dei lettori. Chi, infatti, non si è mai chiesto chi sia,
in realtà, Sauron, e per quale motivo abbia deciso di asservire il mondo con il dominio
degli Anelli? Chi non si è mai chiesto se al di sopra di Sauron ci sia qualcuno che
giudichi il Bene e il Male, e possa apprezzare il sacrificio degli Hobbit? E nessuno ha
mai pensato a Gandalf e alla sua infanzia? Ma Gandalf è mai stato realmente un bambino? E
i personaggi cantati nelle ballate degli Hobbit e dei Re sono esistiti davvero o sono solo
frammenti dinvenzione in una narrazione ben più lunga? Molte domande, sorte durante
la lettura de Il Signore degli Anelli trovano risposta o un suggerimento-
nelle pagine del Il Silmarillion. Ma Il Silmarillion non è soltanto uno
specchio di eventi passati a quelli che già amiamo: è anche un vasto mare di intrecci
che fin dalle prime pagine manifesta la sua forza e la sua capacità si sopravvivere anche
senza il supporto di altre storie. Chi non l'avesse ancora fatto, dunque,
dovrebbe osare daccostarsi a questa lettura, forse un po difficile, ma che
ripaga generosamente gli sforzi dellapproccio iniziale. È stato proprio lasciando
scorrere la fantasia su poche righe che un giorno ho inventato una storia che tende un
ponte fra i primi momenti della storia della Terra di Mezzo e l'epoca delle avventure di
Frodo e della Compagnia dellAnello. Ho così scritto un raccontino sulla vita del
giovane Sauron che è poi approdato con successo al Premio Tolkien e come me, chissà
quanti sognatori potranno attingere dalle fervide pagine di questo libro per creare belle
storie per sé e per altri! È una sfida amichevole
che vi lancio
!
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