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Analisi: Frodo, Sam, Gollum e la lotta per la Terra di Mezzo Maura Mellon
Traduzione di Susanna Riccardi
La pietà aveva
fermato la mano di Bilbo Baggins, impedendogli di uccidere Gollum quando ne aveva la
possibilità, senza avere però idea di quali eventi avesse scatenato. Risparmiando la
vita a Gollum, assumendo la famiglia Gamgee come giardinieri e lasciando in eredità
lUnico anello a Frodo, Bilbo ha involontariamente preparato la scena per
lincontro di uno dei più interessanti trio di personaggi in letteratura. Frodo, Sam e
Gollum formano tra loro un microcosmo nel quale i loro sentimenti e la loro relazione
giungono a decretare il destino della Terra di Mezzo e, di fatto, a rappresentare la
battaglia tra il Bene e il Male. Dal momento del loro incontro a Emyn Muil, Frodo è il
capo, anche se presto diviene qualcosa di più. In un certo senso, egli racchiude in sé
il carattere dei due compagni che rappresentano i desideri contrastanti dentro di lui, le
forze della luce e delloscurità in lotta per il sopravvento. I lettori possono
facilmente immedesimarsi con il gentile, semplice Frodo e nel suo conflitto riconoscono il
dilemma morale che ognuno affronta nel corso della vita. Qualsiasi lettore
cui siano ben note le opere di Tolkien concorderà nel ritenere che in Frodo Baggins vi
siano molti tratti in comune sia con Samwise Gamgee che con Gollum: Sam è suo amico e con
lui condivide molte opinioni e principi morali, entrambi hanno lo stesso rispetto per gli
Elfi, si dice che Frodo abbia fatto visita gli Elfi (Tolkien, Il Signore degli
Anelli, 41) mentre Sam spesso esprime il proprio desiderio di andare a vedere gli
Elfi e il resto (Tolkien, Il Signore degli Anelli, 63). Ambedue sentono
lobbligo morale di prendere parte allimpresa per distruggere lUnico
Anello, benché non siano propriamente adatti al compito. Frodo decide che farà
ciò che deve (Tolkien, Il Signore degli Anelli, 392) mentre Sam è daccordo a
dover aiutare (Tolkien, Il Signore degli Anelli, 714). Sam e Frodo sono
eccezioni tra il popolo Hobbit a causa della loro curiosità e interesse per il mondo che
li circonda. Tutti questi tratti li uniscono strettamente luno allaltro,
rendendo molto solidale la loro amicizia, senza la quale limpresa non sarebbe mai
stata portata a termine. Sam è, per così dire, langelo custode di Frodo: è lui
che rifiuta di mandare laltro da solo a Mordor, che si occupa di lui lungo il
cammino e che, alla fine, lo trasporta fino a Monte Fato. Non di meno, alla
fine del romanzo Frodo è più vicino alla personalità di Gollum che non a quella di Sam:
linfluenza corruttrice dellAnello lo ha cambiato al punto da fargli assumere
più tratti in comune con lantico mangiatore di pesci. Indiscutibilmente, il nesso
tra i due è lUnico Anello, che diviene prezioso per entrambi. LAnello dà il
potere al suo possessore e anche qualcuno con pochissime ambizioni diviene preda del suo
allettante richiamo. Nel mondo di Tolkien, in questo consiste il puro Male: la brama di
potere sopra gli altri. La lotta tra il Bene e il Male è, essenzialmente, un conflitto
tra coloro che aspirano alla libertà e quanti vogliono il predominio. Andando avanti con
il romanzo, si possono trovare sempre più somiglianze tra il comportamento e il modo di
esprimersi di Frodo e Gollum, con linfluenza dellAnello che li fonde in una
figura simile. In un discorso tristemente commovente, Gollum dichiara Non lo trovo.
Sono stanco. (Tolkien, Il Signore degli Anelli, 602) e Frodo riecheggia il
sentimento Sono così stanco. LAnello è talmente pesante. (Tolkien, Il
Signore degli Anelli, 898). LOcchio di Sauron dà la caccia ad entrambi. Gollum
scuote il pugno verso lEst (Tolkien, Il Signore degli Anelli, 602) e
anche Frodo spesso alza la mano come ad allontanare un colpo o a schermare lo
sguardo restio dallo spaventoso Occhio che provava a fissarsi in esso (Tolkien, Il
Signore degli Anelli, 914). Gollum chiama Frodo e Sam ladri (Tolkien, Il
Signore degli Anelli, 599) quando viene catturato e anche Frodo accusa misteriosamente Sam
di essere un ladro, nella torre di Cirith Ungol. Gollum rappresenta
il lato oscuro di Frodo, creato e manipolato dallAnello corruttore e in contrasto
con Sam, il lato buono. Ad ogni modo, il rapporto tra loro è ancora più profondo di
così. Lo stesso Gollum affronta una battaglia interiore, tra la sua metà buona,
Sméagol, e il Gollum che brama lAnello. La sua battaglia interiore procede
parallela a quella di Frodo, sebbene la sua duri da molto più tempo e il male abbia molta
più influenza su di lui. Sam e Gollum, il
lato luminoso e quello oscuro di Frodo, sono presi in un conflitto insolubile. I due si
disprezzano sin dal principio e tentano di continuo di accattivarsi il favore del loro
padrone. Sam considera Gollum una creatura sgradevole e traditrice (Tolkien,
Il Signore degli Anelli, 603) mentre Gollum è convinto che Sam sia irritabile [e]
sgarbato (Tolkien, Il Signore degli Anelli, 672). Gollum, comunque, nutre una
contorta affettuosità vero Frodo, una eco malata del rispetto di Sam verso il suo
padrone. Gollum spesso si rivolge a Frodo come padrone gentile in modo
adulatorio e preoccupante mentre Sam si preoccupa del suo caro padrone
(Tolkien, Il Signore degli Anelli, 926). I due competono su chi ha maggiore influenza su
Frodo: la luce o loscurità? Il conflitto
giunge ad un punto critico sul Monte Fato, sia fisicamente che spiritualmente. Gollum
attacca Frodo ma ha la peggio mentre Sam ha pietà di lui e gli risparmia la vita. Qui la
fazione della luce risulta vincitrice e le stesse parole di Frodo a Gollum soddisfano
questo sviluppo quando afferma: Il tuo tempo è giunto al termine. Non puoi tradirmi
o rendermi schiavo, ora. (Tolkien, Il Signore degli Anelli, 922). Frodo nega il lato
corrotto della sua natura nello sforzo finale di liberarsi di esso. Tuttavia, le cose
non finiscono con tanta semplicità. La creatura e la stessa mentalità di Gollum colgono
Frodo di sorpresa al Cratere del Fato, in un ultimo, disperato tentativo di reclamare
lAnello. Frodo dichiara che [lui] non compirà questo gesto [perché]
lAnello è [suo] (Tolkien, Il Signore degli Anelli, 924). Il lato di Frodo che
è Gollum ha, in apparenza, vinto. Ma, al contrario, è il vero Gollum che salva la
situazione: il male consuma se stesso e causa la propria caduta. Con la morte di Gollum,
Sam e ciò che lui rappresenta alla fine trionfano. Il lato corrotto di Frodo muore ed
egli torna ad essere il caro padrone dei giorni felici alla Contea (Tolkien,
Il Signore degli Anelli, 925), con grande soddisfazione di Sam. Le contrastanti
personalità di Frodo diventano più evidenti nella configurazione dei capitoli conclusivi
de Il Signore degli Anelli. Fino a questo momento, il fulcro era stato Frodo:
egli affronta e controlla il Gollum malvagio, giungendo persino ad iniziare a redimerlo e
tenendo a freno il male che cresce nella sua stessa anima. Tuttavia, in
seguito alla sua cattura e reclusione a Cirith Ungol, Frodo diviene lombra di ciò
che era e il suo temperamento si fa apatico. Da questo punto in poi Sam prende la guida,
con Gollum alle calcagna, mentre Frodo scivola in secondo piano, per così dire. Sam e
Gollum portano avanti lazione, combattendo aspramente per il predominio. Frodo non
parla più, non vede la strada davanti ai suoi piedi (Tolkien, Il Signore
degli Anelli, 914) ed è troppo impegnato a combattere lAnello per prestare
attenzione a qualsiasi altra cosa. Le azioni di Sam e Gollum rappresentano chiaramente, a
questo punto, i contrastanti desideri di Frodo: il bene ancora vittorioso ma marcato
sempre più stretto dal male. Il destino della Terra di Mezzo e le più ampie battaglie
reali in svolgimento si imperniano su questo piccolo conflitto interiore combattuto da un
semplice Hobbit. Sul Monte Fato i due si incontrano alla fine e il Bene, seppure in misura
esigua, esce vincitore. Il rapporto tra
Frodo, Sam e Gollum ha un significato facilmente comprensibile a tutti i lettori. Le forze
del Bene e del Male, che si scontrano nelle anime dei personaggi più piccoli di Tolkien,
ci ricordano le nostre battaglie private e le nostre tentazioni. Anche se non definiamo il
Male allo stesso modo di Tolkien, la sua lotta contro il Bene è universale. Proviamo il
dolore e la disperazione di Frodo quando egli si sente catturato dallAnello, una
cosa estremamente malvagia; simpatizziamo con il tormento di Gollum e la disperazione di
Sam. Il genio di Tolkien ci porta nelle profondità del nostro lato oscuro, per affrontare
le nostre peggiori paure, e allo stesso tempo ci assicura che le mani dei
deboli (Tolkien, Il Silmarillion, 303) non sono, alla fine, più
inefficaci contro il Male di quelle dei forti.
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